Scan 137
Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
15 lines. Read by computer on 29 September 2026. No printed page number was found. See the scan on archive.org.
1perchè egli scrisse anno aetatis 92 in un violino che aveva il millesimo 1736, trovato poi in casa Salabue.¹
3Senza tale circostanza oggi ignorerebbesi questo particolare, essendo riuscite infruttuose tutte le ricerche fatte allo scopo di trovare il suo atto di nascita.
5Imparò l’arte da Nicola Amati, e seppe giungere a tale perfezione da superare i più valenti liutai che lo avevano preceduto e da riuscire inimitabile per tutti coloro che vennero di poi.
7Principiò a mettere il suo nome negli strumenti verso il 1670, e già in quel tempo aveva variato molte proporzioni e dato un maggiore sviluppo ai modelli del maestro, senza però abbandonare interamente il tipo della scuola, ed i suoi violini di questa maniera sono oggi conosciuti col nome di Stradivari amatizzati.
9In seguito andò sempre correggendo, migliorando e determinando in modo più perfetto le forme e le proporzioni, e non si arrestò mai nelle sue ricerche finchè non giunse a dare ai suoi lavori quella impronta mirabile che lo innalza al più alto grado che si sia raggiunto in quest’arte.
11Egli studiò per circa trent’anni e cadde talune volte nei medesimi errori in cui dovevano poi cadere molti novatori, i quali vollero far ricerche e stabilire teorie di scienza per migliorare e cambiare totalmente le forme degli strumenti ad arco. Ei vagheggiò perfino di dare tutt’altra forma al violino, e ne fece uno con la tavola armonica quasi piana del tutto, con le fasce senz’angoli nè zocchetti e con le incavature come le chitarre.² Non si avvide però che risaliva alle
13¹ Fétis, op. cit.
14² Gallay, Les instruments de l’école italienne, etc. Paris, D. Jonnaust, 1872. — Questo violino fu conservato dallo Stradivari e non so per quale combinazione capitò nei primi anni di questo secolo nelle mani del
The computer misreads some letters and numbers. Where a name matters to you, read the scan.