Bow & Bridge Violin and bow makers, as the old books printed them

Scan 144

Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885

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1dicimila lire, per farne omaggio a Francesco Servais, e che ora è del figlio Giuseppe, suo degno erede, fu chiesto a questo coll’offerta di centomila lire da un inglese che se n’era innamorato, ed è superfluo aggiungere che furono rifiutate.
3Antonio Stradivari non giunse mai ad avere per patrimonio quello che può valere oggi uno solo di questi strumenti, ma con tutto ciò egli godette di una mediocre fortuna e con le sue economie comprò dai conti Picenardi una casetta in piazza San Domenico, con atto del di 13 giugno 1680, e la pagò settemila lire imperiali.
5Nel 1729, giunto al suo ottantacinquesimo anno, cominciò a pensare alla morte e comprò dalla famiglia Villani una sepoltura che questi possedevano nella cappella del Santo Rosario in San Domenico di Cremona. Fino al 1869 una modesta iscrizione ricordava il luogo ove egli fu sepolto, ma in quel l’anno la basilica fu demolita e quella tomba fu distrutta.
7Null’altro rimane di questo grande artefice che i suoi lavori e la fama che in un’arte così umile egli seppe acquistare, tanto da innalzare il suo nome al pari di quello dei più celebri italiani.
9La pietra modesta, che ricordava ai posteri il luogo ove egli giaceva, trovasi oggi in un sotterraneo del palazzo dei Tribunali insieme ad altre lapidi riguardanti la storia della città di Cremona.
11Il Lombardini la rammenta nel suo opuscolo, ed eccone la semplicissima epigrafe:
13SEPOLCRO
14DI
15ANTONIO STRADIVARI
16E SUOI EREDI
17ANNO 1729.

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