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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1l’anno 1680, che riguardano gli Stati Eucaristici Pasquali, dopo le persone della famiglia Amati, trovasi notato fra i casigliani B. Cristofori, d’anni 13, scolare di Nicola Amati (1). La singolare coincidenza del cognome, e della lettera abbreviazione del nome imbarazza, tanto più se si pensa che il Cristofori sapeva fare uno strumento ad arco, ciò che renderebbe probabile l’ipotesi che da giovinetto egli avesse dimorato per alcun tempo in casa Amati, e poi tornato a Padova, sua patria, rinunziasse alla idea di fare il liutaio.
3Se ciò fosse il Cristofori sarebbe nato nel 1667, ed avrebbe avuto circa ventun’anni quando conobbe il Gran Principe di Toscana, mentre secondo l’atto di morte di S. Iacopo tra’ Fossi la sua nascita risalirebbe all’anno 1651.
5Qualunque congettura a questo proposito sarebbe arrischiata non potendosi, sempre che non sia corso errore, negare il valor probativo della fede di morte, citata dal Cav. Puliti, ed io mi limito intanto, per debito di cronista, a notare il caso d’omonimia singolarissimo, senza permettermi altri commenti in proposito.
7Al N.° 329, del predetto catalogo, trovasi notato un violino di Nicola Amati, dell’anno 1602, proveniente dalla cessata Corte Granducale.
9Questa data è erronea senza alcun dubbio, perchè Nicola Amati nacque il 3 Dicembre 1596.
11Mi si conceda un’altra volta ancora di accennare alla importanza delle ricerche fatte da Monsignor Gaetano Bazzi, il quale ritrovò, nella primavera del 1886 i volumi degli Atti di S. Faustino e Giovita, parrocchia che fu quella degli Amati.
13Monsignor Bazzi, per ragione d’altri studi dovè assumersi l’ardua fatica di esaminare minutamente più di
15(1) Archivio Arcivescovile della Cattedrale di Cremona.
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