Bow & Bridge Violin and bow makers, as the old books printed them

Scan 56

Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885

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1Guarnieri del Paganini che è a Genova; l’altro non men famoso del professore Bazzini, ed il violoncello di Carlo Bergonzi che appartenne al Menter, poi al Linduer, ed è ora posseduto dal chiaro dilettante napoletano Paolo Rotondo.
3In codesto strumento, oltre la finezza del lavoro, s’ammirano pure tali qualità nella sua voce, tale eguaglianza su tutte le ottave, flautati così limpidi, che certamente nulla si potrebbe immaginare di più perfetto.
5Dopo la morte di Omobono Stradivari, il Bergonzi comprò tutto il materiale della officina che appartenne ad Antonio, ed andò pure nel 1746 a stabilirsi nella casa in Piazza San Domenico, che questo artefice aveva acquistata dai Piccenardi.1 L’anno dopo cessò di vivere e lasciò erede il figlio Michelangelo.
7MICHELANGELO BERGONZI, fu a Carlo molto inferiore e fece decadere l’arte in modo notevolissimo.
9Cambiò i modelli, alterò gli spessori ed esagerò tutte le curve. Ciò nulla ostante qualche strumento che porta il suo nome si riscontra un po’ meglio finito, e particolarmente questo si osserva nei suoi contrabbassi. Ma è pur vero che morto il padre egli trovò tutto il materiale che a questo aveva appartenuto, e forse anche gran parte di quello degli Stradivari. Fra tante cose vi dovevano essere certamente tavole e fondi già cominciati, che lo aiutarono molto a costruire i suoi strumenti.
11Ottenne però voce nasale e non molto sonora, e raramente i suoi strumenti mettono, come suol dirsi, la voce fuori. I contrabbassi, al contrario, sono sonori e servono bene nelle orchestre.
131 Le forme e gli ordigni di Antonio Stradivari oggi appartengono al marchese Rolando Della Valle, torinese. (N. d. A.).

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