Scan 76
Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1Gennaro Gagliano, figlio secondogenito di Alessandro, fu il più valente artefice di questa famiglia.
3Il suo lavoro si può dire perfetto, ed è imitato da quello dello Stradivari così bene alle volte da ingannare anche un occhio esperto. Perciò un suo violoncello fatto nel 1740 e comprato dal violoncellista marsigliese Champsor, fu per molti anni giudicato opera del Cremonese, e solo da poco si è appurato il vero. Poi appartenne al sig. Bonnet di Parigi ed è l’ammirazione degli artisti e dei conoscitori.¹
5Gennaro Gagliano non lavorò molto, come si può argomentare dalle poche opere sue esistenti oggidì, e da quanto sembra egli si dovè preoccupare molto più della qualità che della quantità dei suoi lavori.
7Poche volte si servì del cartello, e trascurò quasi sempre di mettervi le date. Perciò non si conosce con certezza quanti anni lavorasse.
9Nel 1730 già era valentissimo, e migliorò sempre fino al 1750, anno in cui cessò di vivere.
11Gli spessori ed i contorni dei suoi strumenti sono fedelmente copiati dal padre, e quindi identici ai principii della scuola Stradivari. Le arcature sono però alquanto diverse; il taglio delle ff è più corto ed aperto, e le chiocciole sono un po’ meno svelte.
13Il legno è sempre di qualità perfetta, è segato di quarto, e le vernici sono bellissime.
15Esiste ancora nella famiglia Gagliano una ricetta scritta di sua mano, ma non pertanto nessuno dei suoi successori seppe fare vernice bella come la sua: probabilmente egli tenne segreto qualche particolare dal quale doveva dipendere la riuscita, o forse si dimenticò di palesarlo.
17¹ Vidal, op. cit.
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