Scan 108
Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1contraffazioni, parecchie delle quali son fatte da artefici bresciani del XVII e XVIII secolo.
3Il cartello originale è il seguente:
5Gio. Paolo Maggini in Brescia.
7Questo artefice ha il grandissimo merito di avere iniziato a quei tempi molti perfezionamenti, che agevolarono la via ai liutai che vennero dopo di lui a Brescia e a Cremona. Le sue innovazioni principali consistono nell’aver corretto i contorni dei violini e dato uno sviluppo maggiore alle due parti, superiore e inferiore delle casse; nell’aver determinato gli spessori del piano armonico e corrette le arcature in modo perfetto, adottando una regola fissa, ciò che gli altri non facevano ancora, e nell’aver perfezionato in generale tutto il lavoro, conducendolo con rara eleganza, elevandosi così molto al di sopra di tutti i suoi contemporanei.
9Lavorò fin oltre il 1630 e morì poco dopo in età avanzata.
11Pietro Santo Maggini, suo figlio, fece strumenti degni di ammirazione e fabbricò più che altro violini e violoncelli, tutt’ora riputatissimi per l’eguaglianza e la dolcezza della voce.
13Le sue vernici sono ancora più chiare di quelle del padre e forse sono più elastiche e più fini.
15Le forme sono un po’ meno arcate, e le stesse filettature doppie fregiano i suoi strumenti.
17In queste opere pregevoli pose il cartello:
19Pietro Maggini in Brescia.
21Lavorò fino al 1680 e morì pochi anni dopo.
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