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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1mente occasione di acquistare cognizioni da altri e dobbiamo creder ciò perchè nessun nome di artefice più antico, che abbia fatto violini con le quattro corde, è giunto fino a noi. Quindi dobbiamo pure ritenere il Salò come il fondatore della nuova scuola a Brescia, e credere che suggerisse le prime idee ai liutai che a Brescia e a Cremona lavorarono subito dopo di lui, e che seppero perfezionare tanto e in così breve tempo il loro lavoro.
3Di queste opere di Gasparo oggidi ne restano pochissime. Si rammentano: il famoso violone del Dragonetti, ora della città di Venezia, pochi strumenti custoditi nel Conservatorio di musica a Parigi e qualche violino nelle mani degli amatori. Sono reliquie artistiche, le quali interessano in sommo grado la cronaca dell’arte, e che si adattano pur tuttavia assai bene ancora alle esigenze delle nostre musiche.
5In esse si legge un cartello, a grandi caratteri, così formulato:
7Gasparo da Salò in Brescia.
9Lavorò fino ai primi anni del XVII secolo e morì probabilmente dopo il 1610.
11Santo Serafino, da Udine, lavorò in Venezia nel XVIII secolo.
13Imitò ora lo Stradivari, ora l’Amati e fece parecchi strumenti che attestano della sua abilità.
15Il disegno è corretto, buoni i materiali e le vernici sono di ottima pasta giallona-rossastra, leggermente screpolata.
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