Scan 168
Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1davano nessuna importanza a questa parte dello strumento, che cominciò dall’aver la forma di un guscio di tartaruga, e da questo deriva il nome testudo, dato all’antico liuto e quello di testudinarius, dato agli antichissimi facitori di questi ed altri antichi strumenti. Poi, se a grado a grado si modificò la forma dei fondi e si cominciò a capire che questa aveva molta importanza sulla qualità del suono, non fu che alquanto dopo del tempo in cui visse il Maggini che i liutai si persuasero della necessità di adoperare il legno di tutte le diverse parti che compongono lo strumento sempre nel senso verticale alle fibre.
3Questo difetto di situare il legno a controsenso si vede in qualche strumento del Maggini, ma non in tutti, ciò che farebbe credere che egli nel metterlo in opera lo faceva senza regola.
5Non è così dei suoi piani armonici, i quali sono sempre lavorati stupendamente e fatti di bonissimo abeto, di fibra un poco compatta; ma sempre scelto con cura, a strati perfettamente verticali e preso nelle migliori zone legnose.
7Il loro spessore è sempre regolare ed è piuttosto sottile nel centro.
9Le ff sono ben disegnate, di grandezza proporzionata. Sono piuttosto aperte, ma meno di quelle del Salò, e sono situate un po’ diritte sull’asse di simmetria.
11Tanto il piano armonico quanto il fondo sono sempre ornati con filettature raddoppiate, a circa tre millimetri di distanza l’una dall’altra, ed i fondi hanno qualche volta, oltre a queste, un’altra filettatura centrale, disposta ora a losanghe, ora a nodi intrecciati e talora a disegni di fogliami, particolare, che è caratteristico e di un effetto elegante.
13Il modano dei suoi violini è regolare, e la parte superiore è proporzionata alla inferiore. Le curve si restrin-
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