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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1quanto dagli altri di Gian Paolo Maggini. Differiscono nelle arcature, nella forma, nelle vernici e in tutti gli altri particolari minori.
3Se questi artefici ebbero, secondo tutte le probabilità, le prime idee dai bresciani circa al nuovo violino, e se in origine copiarono quei modelli, modificarono poi il lavoro e lo condussero in modo diverso, secondo i loro sistemi, ed è per ciò che le due scuole presentano fin dalla origine caratteri del tutto differenti, e dobbiamo aggiungere senza dubbio migliori nella cremonese.
5Gasparo da Salò e Gian Paolo Maggini usarono quasi sempre vernici a spirito, il che gli Amati non fecero quasi mai.
7Le vernici del Salò sono oscurissime e rossastre, o chiare e giallognole. Quelle del Maggini sono chiare, ma fini e trasparenti, mentre le vernici degli Amati sono giallone-cupo con riflessi caldi e dorati, di bella pasta molto resistente e affatto diverse di composizione da quelle che facevano i bresciani.
9Gasparo da Salò fu sempre più o meno ordinario nel suo lavoro, ed al contrario Gian Paolo Maggini fu, relativamente a quel tempo, minuziosamente elegante. Gli Amati furono correttissimi; ma ebbero un tipo più semplice, specialmente a confronto del Maggini, i cui strumenti di tinta chiara, doppiamente filettati, ornati nei fondi con altre filettature, sono evidentemente ben diversi in tutto da quelli dei due fratelli Amati.
11Questi particolari della vernice e della mano d’opera si deducono dai pezzi meglio conservati dei loro strumenti, che offrono caratteri di autenticità più accertata, ed è tutto quello che possiamo dire con qualche conoscenza di causa.
13Il Fétis, che parla più estesamente di questi artefici, conviene egli pure che i loro strumenti hanno una forma parti-
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