Bow & Bridge Violin and bow makers, as the old books printed them

Scan 176

Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885

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1colare che li distingue dagli altri della scuola bresciana. Secondo il nostro sentimento, egli s'inganna quando descrive, sulla fede del Cartier, i violini di Carlo IX re di Francia, ed avendo noi già dimostrato abbastanza perchè non sia da ammettersi che gli Amati abbiano fatto tali strumenti, non possiamo tener conto della descrizione che l'illustre autore fa di quei violini, ed appunto in quella egli entra in qualche particolare, che potrebbe essere più interessante.
3Gli altri scrittori non ne parlano con maggior diffusione e ripetono ciò che dice il Fétis, cadendo nel medesimo errore. Quindi da nessun lato potremmo trovare qualche cosa da aggiungere al poco che abbiamo detto.
5Andrea e Nicola Amati non dovettero produrre molto, se si deve giudicare da quello che rimane dei loro lavori. Il tempo ne avrà certamente distrutto un buon numero; ma non è men vero che si trovano ancora opere ben conservate del loro contemporaneo Maggini, come pure di quelle di Gasparo da Salò, che sono più antiche, mentre i lavori di Andrea e Nicola Amati sono quasi scomparsi, e si potrebbero dire spariti del tutto se non si tenesse conto di quei pochissimi ridotti allo stato di frammenti, riaccomodati con mille pozzi e che tuttavia esistono in numero così scarso.
7Questa sparizione si spiega tanto meno in quanto che Andrea e Nicola Amati ebbero certamente una vita non breve. Ciò si desume da due dati: cioè dal tipo, che ancora si può riconoscere nei loro lavori, e che appartiene tutto all'ultimo quarto del XVI secolo, come dal fatto accertato che Antonio e Girolamo Amati, figliuoli di Andrea, vivevano o lavoravano ancora alla fine del secolo seguente. Sembra dunque che il loro padre cominciasse a lavorare tutto al più tra il 1580 ed il 1590. Ed ammettendo pure che i suoi figli sieno nati nei primi anni del XVI secolo, essendo certo che appresero l'arte da

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