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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885

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1Null’altro possiamo aggiungere a questo capitolo, e nel seguente riepilogheremo in ordine cronologico come vanno classati questi maestri, ed avremo così dato termine ai fatti che riguardano le scuole italiane.
3RIEPILOGO.
5Da quanto abbiamo detto finora risulta che dalla origine delle scuole italiane esistono due tipi fondamentali: quello di Gasparo da Salò a Brescia, e quello dei fratelli Andrea e Nicola Amati a Cremona.
7Sebbene il lavoro di questi capiscuola sia antiquato ed imperfetto, diede però origine a perfezionamenti importanti, ed è la base di tutto il progresso che si ottenne di poi.
9Il Salò non ebbe seguaci e fu superato da Gian Paolo Maggini, il quale rimane per ciò il capo della scuola bresciana.
11Questi ebbe pochissimi scolari, ed il solo rinomato fu il figliuolo, che però non seppe perfezionare altrimenti la scuola del padre, e quindi l’arte a Brescia rimase tale quale era in origine.
13Per lo contrario, nella scuola cremonese notiamo un progresso sempre crescente, che cominciando dallo scorcio del XVI secolo ci porta quasi alla metà del XVIII.
15In questa scuola Antonio e Girolamo Amati ottengono un progresso notevole fino dai primi anni del XVII secolo, e poco dopo Nicola Amati, figlio di Girolamo, perfeziona anche di più il tipo della scuola.
17Molti suoi discepoli, fra i quali il sommo Antonio Stradivari, gareggiano in emulazione fra loro; ma lo Stradivari,

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