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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1Altre falsificazioni furono fatte dai fratelli Klotz, che molti credono scolari di Jacopo Stainer, e queste portano cartelli a stampa. Si riconoscono facilmente non solo dai cartelli stampati, perchè lo Stainer usò soltanto cartelli manoscritti ed autografi, ma si riconoscono anche dal lavoro molto ordinario e dai difetti della voce.
3Il lavoro dei Klotz è troppo mediocre per poter dire che questi fratelli sieno stati scolari di un maestro tanto celebre. Se si vuol fare una ipotesi, si potrebbe credere piuttosto che Mattia Albano uscisse dalla scuola dello Stainer, e che poi non volendo lottare col maestro venisse in Italia, ove modificò alquanto la sua maniera.
5Sebbene, dopo quanto si è detto, poca o nessuna fede si debba prestare ai biografi, per riferire tutto quello che essi hanno raccontato, ricorderemo anche i famosi sedici violini che si crede avesse fatti lo Stainer per regalarli ai Principi Elettori e all’Imperatore d’ Austria.
7Se egli fece realmente quei doni, ne fu molto mal ricompensato dal sovrano, che poi gli negò una somma meschinissima e lo espose alla miseria e alla pazzia.
9Ma accordando a quest’altra voce il valore che merita, diremo per concludere, che gli strumenti dello Stainer sono sempre finissimi e stupendi nel loro genere; ripeteremo che non rassomigliano nè punto nè poco agli strumenti cromonesi, e che quindi lo Stainer non fu mai scolare degli Amati. Egli è il capo della scuola tedesca, e se si volesse rammentarlo a tutt’i costi vicino ai sommi artefici italiani, bisognerebbe dire che le sue opere, quantunque differenti nell’apparenza, non temono il confronto delle migliori opere italiane della prima metà del XVII secolo.
11Diamo le iscrizioni di due cartelli autentici. Il primo è quello del violone conservato nella cattedrale di Hall, ed il
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