Scan 282
Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1al 1630, anno della morte di Girolamo Amati. Non possiam credere che sieno opere di un artefice valentissimo di quel tempo, scolare di quei maestri e che ne imitava il lavoro perfettamente, mal spiegandosi in tal caso la contraddizione delle date, dovendo il contraffattore sapere che i fratelli Amati erano morti già da molti anni. Forse, ed è questa la spiegazione più verosimile, potrebbero essere strumenti rimasti in casa Amati fin dalla morte degli autori, e gli ultimi numeri delle date, aggiunti a penna, indicherebbero l’anno della vendita e non quello della loro costruzione. Ma le supposizioni ci riconducono nel campo dell’astratto, e questo capitolo è già troppo lungo, perchè mi piaccia addurre nuove ragioni oltre a quelle indispensabili con le quali ho inteso a provare la mia buonafede.¹
3Maggio, 1886.
5G. DE PICCOLELLIS.
7¹ Nella nobil casa Moconigo Soranzi-Vidoni di Cremona, si conservano due violini di Antonio e Girolamo Amati, con le date del 1670. Si crede che questi violini fossero comprati nella stessa officina degli Amati, e se ciò è vero, anche gli altri strumenti con le date posteriori al 1630, sarebbero opere rimaste nella famiglia Amati fin dalla morte degli autori, e poi vendute dai loro discendenti.
9(N. d. A.)
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