Bow & Bridge Violin and bow makers, as the old books printed them

Scan 281

Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885

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1date dello scorcio del detto secolo. Il Vuillaume non dubitò punto della perfetta autenticità di quelle opere, e tale parere doveva credersi per lo meno autorevole quanto quello degli altri, i quali dissero che i fratelli Amati cessarono di lavorare nel 1638.
3Non trascurai neppure di far ricerca degli strumenti di data più antica citati dal Fétis, e in diversi anni non mi riuscì di scoprirne le tracce. Vidi poi, in mano di un celebre collettore, il famoso violino di Enrico IV, che mi assicurò fosse proprio quello stesso che appartenne al Cartier, e, se devo dirlo, mi parve tutt’altro che opera del tempo, anzi non esito punto a dire che mi sembrò lavoro francese del principio del nostro secolo. Dunque, se gli strumenti così antichi erano tanto ben nascosti da non potersene in verun modo trovare le tracce; se il violino di Enrico IV era una imitazione più o meno ben fatta, e se d’altra parte esistevano strumenti di Antonio e Girolamo Amati con le dato della metà e dello scorcio del milleseicento, creduti autentici dagli intenditori i più esperti, a quale delle due cose dovevasi logicamente prestar fede?
5Le apparenze ingannano quasi sempre, e dobbiam pur confessare di trovarci questa volta innanzi ad una contraddizione difficile a spiegarsi, poichè i documenti testè rintracciati provano che Antonio e Girolamo Amati vissero fra il 1555 ed il 1630, anno nel quale Girolamo morì di peste, assieme alla sua seconda moglie Laura Lazzarini e alle figliuole Vittoria e Margherita.¹
7Rimane quindi a spiegare cosa sono questi strumenti, che sebbene abbiano i caratteri della più specchiata autenticità, portano ciò nulla meno cartelli con le date posteriori
9¹ Vedi Documento IV.

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