Bow & Bridge Violin and bow makers, as the old books printed them

Scan 324

Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885

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1I cartelli sono stampati ed hanno sempre la stessa ben nota leggenda:
3« Antonius Stradivarius Cremonensis
4« faciebat anno . . . . »
6I caratteri non sono sempre gli stessi, come vediamo dal cartello della viola e da quello del violoncello di questa collezione, che sebbene fossero costruiti nello stesso anno 1690, portano non pertanto cartelli differenti. Il cartello del violino è diverso; ma deve anche notarsi che lo strumento sarebbe uscito molti anni dopo dall’officina dello Stradivari.
8Se si servì di cartelli differenti impresse però sempre su questi, con un suo sigillo stampato in nero, le lettere A. S. riunite da un trattolino, surmontate dalla croce e racchiuse in un doppio cerchietto.
10Durante la sua vita si servì sempre dello stesso sigillo, il quale autentica il cartello, e nei casi dubbi non si dovrebbe badare alla differenza dei caratteri, ma alle identiche impressioni del sigillo.
12Nè altro mi resta a dire delle caratteristiche esterne del lavoro di Antonio Stradivari, le quali sebbene sieno ciascuna di per sè più o meno imitabili nel loro insieme, non mancano al certo d’una impronta talmente originale da impedire ad un occhio esperto di distinguerle dalle contraffazioni.
14Se si volesse poi credere questa parte del lavoro imitabile perfettamente, ciò non vuol dire che nelle opere del sommo liutaio non vi sia una caratteristica del tutto inimitabile, che in molti casi deve condurre a un certo e sicuro giudizio intorno alla loro specchiata autenticità, e tale caratteristica io la troverei nel modo da lui tenuto nel comporre le sue vernici.
16Fin da remoto tempo molti si occuparono della importanza delle vernici, essendo questo un particolare neces-

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