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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1tre tutto lascia supporre che ciò avvenne certamente non più tardi del 1560.
3Le storie tessute dagli scrittori stranieri sulla origine di questi Amati, poggiano spesso sopra a fatti incertissimi e quindi sono confuse e contradittorie. Volendo mantenerci nel vero, bisogna pur confessare che i registri della città di Cremona principiano appena col XVII secolo, onde è impossibile determinare qualunque nascita anteriore, come molte volte è difficile documentare cose più recenti a causa della dispersione di molte carte e di archivi interi, sia per fatti di guerra, e sia pure per la incuria degli uomini.
5È però certo che i figli di Andrea, Antonio e Girolamo Amati, vivevano ancora nel 1698, come più avanti se ne darà la prova, e quindi risulta inammissibile che il padre fosse nato molto prima del 1560.
7Taluno ha raccontato di aver veduto strumenti fatti da lui e da un suo fratello di nome Nicola Amati con le date anteriori al 1560. Si è detto pure che Andrea lavorò a Parigi pel re di Francia Carlo IX, e si descrivono violini fatti in Francia di sua mano per quella corte. Questa voce è erronea del tutto, e ci permetteremo di non crederci. ' D'altra parte chi volesse una prova di quello che si è potuto dire o scrivere in Francia sul principio del secolo a proposito di quest'arte italiana, non deve che leggere il libro dell'abate Sibire: La chélonomie ou le parfait luthier e rimarrà convinto. Per parte mia mi parrebbe poco serio tener dietro a simili discorsi.
9Secondo che gli strumenti italiani andavano acquistando stima ed erano per la maggior parte nascosti nelle case dei privati, non ancora sfruttate dagli speculatori, que' mercanti
11' Fétis, Biographie, op. cit.
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