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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1che ci avevano interesse inventavano spesso e volentieri ciò che a loro più conveniva; se non avevano gli originali vendevano facilmente al pubblico le loro contraffazioni, profittando della inesperienza, comune allora, dei caratteri della scuola cremonese. Ciò avvenne principalmente in Francia al principio di questo secolo, e quindi non v’è da meravigliare se quei liutai si valsero della credulità e dell’entusiasmo altrui per far l’utile loro, e se riuscirono a far credere ciò che giovava ai propri affari.
3I pretesi violini di Carlo IX furono e sono ancora oggetto di mille speculazioni, ed è puerile il prestar fede alla loro origine.
5Tornando dunque all’argomento principale, bisognerebbe fare due ipotesi:
7O è vero che un Amati sia andato in Francia, e questi non poteva essere Andrea padre di Antonio e Girolamo e fratello di Nicola. O che nessuno degli Amati sia andato a Parigi, e allora la favola non avrebbe nociuto ad altri che agli ingenui compratori di quei famosi violini. Ma comunque ciò sia, non vale la pena di occuparsene.
9Andrea Amati modificò le antiche forme e fece strumenti che ancora si adattano alle esigenze della musica. Egli indicò la via del perfezionamento ai tanti liutai che tra il XVII e il XVIII secolo fiorirono a Cremona, ed è perciò considerato come il fondatore della scuola cremonese. Oggidì le sue opere sono molto interessanti per la storia dell’arte e sono rarissime.
11Antonio e Girolamo Amati, sono i figli di Andrea e per le ragioni precedentemente accennate nemmeno possiamo determinare il tempo della loro nascita; ma tutte le probabilità ci lasciano supporre che lavorarono per moltissimi anni e che morirono in età avanzatissima, quasi alla fine del XVII secolo.
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