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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1e finalmente il Conservatorio di musica di Parigi l’acquistò nel 1861.¹
3Notiamo tali fatterelli perchè essi sono sempre nuove prove della valentia dell’artefice, perchè interessano indirettamente la sua vita, e finalmente perchè aggiungono qualche cosa al poco che possiamo narrare di lui. Nessuno dei suoi contemporanei ha pensato a scrivere la sua storia e nemmeno ad accennare a qualche fatto della sua vita, quindi a noi non ci resta che a giudicarlo dalle opere ed a raccogliere quelle scarse notizie che si trovano negli archivi, o nelle tradizioni popolari più accertate.
5A suo luogo parleremo poi un po’ più distesamente degli altri particolari del suo lavoro. Qui aggiungeremo ancora che egli arrivò alla massima eccellenza verso il 1700, e che questa fu tale da lasciar credere che mai sarà non solo superata, ma nemmeno imitata.
7I suoi grandi pregi e la sua straordinaria valentia non isfuggirono nemmeno ai suoi contemporanei, e molti principi e sovrani vollero avere qualche opera dell’illustre artefice cremonese.
9Il marchese Tozalba nel 1702 gli diede commissione di due violini, che poi regalò al Duca d’Alba.
11Nel 1717 il marchese Clary, per commissione di Carlo III d’Austria, comprò dallo Stradivari sei violini, due viole ed un violoncello, e li mandò al re che allora si trovava a Barcellona.
13Fece altri strumenti per la corte di Spagna e specialmente per Filippo V.
15Per la corte di Modena costruì lo splendido quartetto che è custodito nel palazzo Ducale di Catajo, vicino a Padova, e
17¹ Gallay, op. cit.
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