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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1— XV —
3violino montato con sei corde, e che serviva a sostenere le frasi cantabili nelle esecuzioni orchestrali.
5Il violino fu oggetto di studi particolari pei liutai del XV secolo, i quali già videro l’importanza di tale strumento; ma i tentativi loro non riuscirono del tutto fino al cadere del secolo XVI.
7È sconosciuto il nome dell’artefice che ideò di montare il violino con le quattro corde e che lo perfezionò, dandogli la forma oggidi in uso; ma è pur certo che egli fu italiano e più probabilmente bresciano, osservandosi che i violini più antichi, cioè dello scorcio del XVI secolo, sono tutti di fattura bresciana.
9L’invenzione deve precedere di poco Gasparo da Salò, ma non si può affermare che sia dovuta a lui.¹
11Un altro argomento per credere italiana tale invenzione lo troviamo nei sonatori, che verso la fine del XVI secolo erano infinitamente superiori a quelli d’altre nazioni, e forse i soli capaci di affrontare le difficoltà di esecuzione generate dalla diminuzione di due corde, e idonei ad adattare le nuove posizioni.
13Bisogna quindi supporre che i liutai del loro tempo dovettero ingegnarsi molto per contentarli e per migliorare lo strumento sul quale dovevano sonare.
15¹ Prima del violino si fecero corte piccole viole a doppia montatura. Quattro corde poggivano sul ponticello e quattro stavano inutili sotto le prime, credendosi allora che le vibrazioni ripercosse all’esterno potessero aumentare il volume della voce. Per avere una idea di questo strumentino, bisogna immaginarsi un contrabbasso lillipuziano. Le proporzioni reggono sulla propria scala e la forma è quasi identica.
17L’invenzione del violino segue immediatamente un tale aborto che, cambiando il genere, possiamo chiamare violina a doppia montatura. Io ne ho veduta una originalissima di Gasparo, e mi pare che se egli cominciò col fare tali embrioni, ciò vuol dire che molto probabilmente nella sua gioventù il violino non doveva esistere ancora. E se il Salò fu il liutaio più esperto di quel tempo, e se il violino fu fatto a Brescia, non possiamo noi credere che accortosi della inutilità di quelle corde raddoppiate non abbia, con miglior criterio, modificata la cassa e creato il violino nella forma che poi gli è restata?
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