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Liutai antichi e moderni: note critico-biografiche, 1885
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1Oltre a questo possiamo assicurare che il noto ed esper-tissimo liutaio parigino J. B. Vuillaume comprò nel 1855 dagli eredi Tarisio moltissimi strumenti e una quantità di vecchi frammenti, riuniti poco a poco dal celebre speculatore, il quale se ne serviva poi per raffazzonare strumenti e metterli in commercio. Ebbene, in questa collezione vi erano strumenti di Antonio e Girolamo Amati, quello che più importa, vi erano frammenti coi cartelli loro, e le date si riscontrano sempre tra il 1685 e il 1698.
3Il Vuillaume, che in tale materia è stato certamente il giudice più competente del nostro tempo, non dubitava punto della autenticità tanto degli strumenti quanto dei frammenti citati e dei cartelli, che sono da ritenersi quindi come prove irrefragabili della esistenza di tali artefici nel 1698.
5In questa medesima collezione vi era pure il cartello manoscritto:
7Antonius ac Jeronimus
8Amati fecit Cremonae
91690.
11cartello che il Vuillaume giudicava apocrifo, ma certamente del tempo, cioè della fine del XVII secolo. Ecco dunque una nuova prova, se il falsificatore loro contemporaneo era, com’è da credersi, meglio informato di noi.
13E se pure si volesse rivocare in dubbio la competenza del Vuillaume e credere che egli si sia ingannato nel giudicare degli strumenti acquistati, nessuno supporrà mai che quei frammenti di vecchi fondi e i cartelli che portavano fossero falsi. Questi frammenti appartennero naturalmente a strumenti caduti in mano di persone che non ne fecero nessun conto e
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